La storia di Pierino, un proprietario di Torino

Questa è la storia di Pierino un proprietario di Torino (il nome è di pura fantasia, ma la storia è molto vera). Un giorno Pierino, stufo di pagare tasse, spese condominiali e balzelli vari, decise di vendere il proprio alloggio, chiedeva 100 milioni, ma nessuno comprò casa sua perché la casa non li valeva.

Dopo un po', Pierino si stufò e decise di farsi furbo. Si rivolse alla banca e chiese un mutuo. La banca non esitò a concedergli quello che Pierino chiedeva, visto che era proprietario, gli mise una bella ipoteca sulla sua casa come garanzia. Pierino prese i soldi e decise di andare a vivere in affitto, mettendo in locazione il proprio alloggio ipotecato.

La prima rata del mutuo non la pagò, e nemmeno le successive. Decise di non pagare neppure l'affitto e le spese dell'alloggio appena preso in locazione, evidentemente sapeva quello che faceva, però regolarmente riscuoteva l'affitto e le spese dal suo inquilino nell'alloggio ipotecato.

Decise anche di non versare all'amministratore del condominio le spese condominiali di riscaldamento che riscuoteva dal suo inquilino e dal momento che c'era, di non pagare più le tasse, l'ICI, niente di niente. Si licenziò da dove lavorava e intascò la liquidazione, e si fece assumere in un'altra ditta.

Passa il tempo e l'amministratore del condominio gli fa il decreto ingiuntivo, ma la casa è già pignorata dalla banca, bisogna mettersi in coda. E lo stipendio? E' ancora lì.

La casa dopo cinque anni finisce all'asta, la banca recupera a malapena i suoi soldi, ma i condomini no! Loro ce li devono mettere di tasca loro, visto che chi subentra paga solo l'anno in corso e quello precedente.

Se la prendono con l'amministratore il quale non ne può niente. Pierino viene anche sfrattato, ma grazie alla busta paga che ha, riesce a trovare alloggio da un'altra parte e a ricominciare un nuovo ciclo di morosità. E arriviamo ai giorni nostri. Pierino, libero uccel di bosco lavora sempre lì.

Forse, con il tempo, qualcuno arriverà anche a pignorargli il quinto dello stipendio, ma lui, con due milioni di lire al mese, si vedrà prelevare solo 400.000 lire e con il resto vivrà allegramente, felice e contento.

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Il decreto ingiuntivo

A titolo informativo ti diciamo che questo bel pezzo di carta, con tanto di marche da bollo, timbri rotondi, quadrati e firme non è servito a niente.

Il condominio ci ha rimesso tra spese di avvocato, bolli, tasse di registrazione e spese condominiali anticipate la bellezza di lire 10.000.000 (diecimilioni).

Questa è la giustizia in Italia

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I decreti ingiuntivi sono validi 10 anni. Quindi c'è ancora speranza.